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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Come annunciato le poche cantine di questa frazione di Pinzano al Tagliamento sono facilmente visitabili in una giornata.
E' mancato solo l'incontro con Vicentini Orgnani che, comunque, da qualche anno s'è concentrato sulla produzione di vitigni internazionali di più facile vendita, mantenendo in vita solo l'Ucelut ed allontanandosi così dalla particolarità di questo territorio.
Un lembo di terra dove certamente non è facile produrre vini rossi di struttura e trama, dotati di tannini scomposti, a volte crudi, dove la freschezza vince sulla complessità ma, certamente, le escursioni termiche e la struttura magra dei terreni apportano verticalità e slancio ai bianchi che, indiscutibilmente, ne traggono beneficio.
Certo, il tutto paragonato al prezzo, sempre attorno ai cinque euro, passiti esclusi...
L'incontro...

Introverso, chiuso e diffidente, sono gli aggettivi che più rispecchiano il carattere di Emilio Bulfon, vignaiolo geloso e taciturno a cui va certamente il merito di aver riscoperto e portato in luce questa serie di vitigni tutti coltivati nella sua azienda di Valeriano.
Se la medaglia d’oro ricevuta nel 1987 dall’amministrazione provinciale di Pordenone per il suo attento recupero ampelografico, è la dimostrazione del suo vero interesse per questi vitigni, le maggiori soddisfazioni se le prende durante le fasi di vinificazioni di queste uve che necessitano di un'attenta comprensione in ogni vendemmia.
Il semplice e gradevole Sciaglin spumantizzato lascia il palco al Cividin dotato di un tappeto persistente e continuo, ed al Forgiarin che s'incunea tra note passite e tannini ora composti ora stridenti in preda ad assoli jazzistici.
Ettari vitati: 12
Bottiglie prodotte: 60.000
Tradizione & Territorio: ****
-E' stato lo scopritore di questi vecchi vitigni in questa zona del Friuli qui coltivati nell'antichità ma destinati all'estinzione. Non comprendo però il motivo della produzione di Moscato Rosa-
Naturalità: ***
-Pratiche convenzionali in vigna quanto in cantina ne limitano la naturalità dei vini-

BULFON
Via Roma, 4
33090 Valeriano di Pinzano al Tagliamento -PN-
+39. 0432 9500 61
www.bulfon.it
L'incontro...

Florutis è sicuramente la cantina più piccola della zona ma che si distingue per l'accoglienza raccolta ed il calore che trasmette.
I vini prodotti sono contraddistinti da una discreta personalità sia nelle veste grafica delle sue bottiglie, sia nella vinificazione dove si distingue un "Ucelut" vinificato secco che, fragile, trova la grinta per uno scatto sapido e floreale degno di nota, caratterizzato da una leggera nota amara per le breve macerazione sulle bucce.
Ettari vitati: 1,7
Bottiglie prodotte: 9.000
Tradizione & Territorio: *****
-Il Picùlit Neri e l'Ucelut vinificati secchi e senza l'ausilio di botti per l'affinamento, sono la vera espressione di questo territorio-
Naturalità: ****
-Zolfo e Rame in vigneto e nessun prodotto enologico in cantina-
FLORUTIS
Via general cantore, 13
33090 Valeriano di Pinzano al Tagliamento -PN-
+39 0432 95 06 55
www.florutis.it
L'incontro...

Patrick è un simpatico Irlandese dotato della classica ironia anglosassone e giunto in Friuli dopo una serie di vicissitudini, i cui vini, dotati di un'impronta fredda e ruvida necessiterebbero di più libertà in fase d'affinamento trovando una loro personalità.
Se la freschezza limita l'evoluzione gustativa dei rossi, i due bianchi assaggiati e prodotti, ne traggono vantaggio.
Lo Sciaglin 2007 nelle sue vesti aromatiche che strizzano l'occhio al sauvignon, e l'Ucuelut 2006 passito per 60 giorni sui graticci, piacciono per l'esuberanza e la schiettezza.
Ettari vitati: 4
Bottiglie prodotte: 15.000
Tradizione & Territorio: ****
-Solo vitigni locali ma con un eccessivo utilizzo della botte piccola, non propriamente tradizionale-
Naturalità: ***
-Viticoltura e produzione convenzionale senza sforare nella tecnologia in cantina-
RONCO CLIONA
Via XX Settembre 106
33094 Pinzano al Tagliamento -PN-
+39. 0432 95 08 53
www.roncocliona.com
Se da un lato il consumismo conduce alla globalizzazione delle abitudini alimentari le diverse popolazioni, dall’altro, la civiltà contadina non massificata, cerca di preservare la variabilità genetica costituitasi in centinaia di anni.
L’importanza di questo modello conservatore è facilmente intuibile nel momento in cui disponiamo ogni giorno di alimenti con proprie caratteristiche gustative altrimenti smarrite.
Il settore enologico, forse ancor più di quello alimentare, gode di un’ampissima scelta varietale e, pertanto, acquisisce sempre più importanza la salvaguardia del patrimonio ampelografico nazionale o locale, sia per il mantenimento della biodiversità, sia per la necessità di distinguersi da un mercato in cui il marchio della casa vinicola, a parità di vitigno, condiziona fortemente l’acquisto.
L’attuale crisi del comparto enologico è dovuta anche allo scarso ventaglio di proposte che questo immette nel mercato, perché le uve considerate internazionali quali Merlot, Cabernet, Sauvignon e Chardonnay, se un tempo potevano essere il biglietto da visita per delle microregioni che necessitavano di presentarsi al consumatore, oggi hanno saturato un settore in cui anche i metodi produttivi non sono dissimili da regione a regione e da stato a stato.
In questo contesto, in Friuli, tra San Daniele e Spilimbergo, sorge un centro agricolo alla destra del fiume Tagliamento, presso le ultime pendici delle prealpi Carniche. Valeriano è infatti un piccolissimo borgo rurale in cui, grazie alla lungimiranza di un produttore e alcuni studiosi come Antonio Calò, già direttore dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano, e Ruggero Forti esperto ampelografo, sono stati riportati in luce alcuni vitigni che, fino ad una trentina d’anni fa, sembravano scomparsi, fagocitati dai rovi e dall’incuria degli uomini, in un territorio storicamente vocato alla viticoltura.
Forgiarin, Piculit Neri, Sciaglìn, Ucelùt, sono varietà iscritte nel catalogo nazionale delle viti dall’allora Ministero dell’agricoltura del 1991 e che ora, insieme al Cividin e al Cjanorie, sono vinificate da soli tre, quattro, produttori in tutta la regione. L’attribuzione dell’IGT Venezia Giulia, non valorizza però adeguatamente ed in modo dignitoso chi sta dando un’impronta profondamente autoctona e diversa alla produzione di vino nel territorio Friulano e Nazionale, in cui sarebbe auspicabile salvaguardare le produzioni locali con denominazioni “paesane” (Valeriano in questo caso) in chiaro stile francese, ma ormai sappiamo tutti come vanno queste cose sulla nostra penisola…
I VITIGNI
UCELUT: Vitigno a bacca bianca noto già dal 1863 principalmente nelle zone collinari di Valeriano, Pinzano al Tagliamento e Castelnuovo del Friuli.
Il nome deriva dall'appetibilità che quest'uva, un tempo coltivata vicino ai boschi, ha verso gli uccelli.
Uva dotata di elevata acidità, grado alcolico sostenuto e maturazione tardiva. Vinificata quasi esclusivamente dopo un periodo di appassimento
CIVIDIN: Vecchio vitigno bianco proveniente dalle valli del Cividalese e, successivamente, diffusosi nelle colline di Maniago e Vito d’Asio. La sua scomparsa è da attribuire alla scarsa resistenza all’oidio.
SCIAGLIN: Uva bianca nota nelle colline spilimberghesi già nel XV secolo. Il nome trae origine da “schiavolino”, ovvero vino della Slavia, terra posta al limite delle Alpi Giulie. Ora si coltiva solo nella zona di Valeriano e Pinzano al Tagliamento in provincia di Pordenone.
Uva di maturazione tardiva, bassa acidità e moderato grado alcolico.
FORGIARIN: Poco si conosce sull'origine di questo vitigno il cui nome, con probabilità, deriva dalla località del Friuli Occidentale "Forgaria".
La sua uva rossa, nota fin dalla metà del 1800, è dotata di scarsa acidità e moderato grado alcolico. La carica antocianica e polifenolica scarsa rende necessario un consumo veloce.
CJANORIE: Vitigno a bacca rossa dalle interessanti caratteristiche gustolfattive. Il nome derivante dal friulano “ciane” (canna) potrebbe derivare dal sostegno utilizzato per legare il suo ceppo.
PICULIT NERI: Le mutazioni genetiche che avvengono con il tempo conducono dei vini noti come il Refosco a mutare alcune loro caratteristiche. Questo è il caso del Piculit Neri derivante dal vitigno rosso friulano conosciuto a livello nazionale e ora coltivato nello Spilimberghese.
Vino dotato di interessanti caratteristiche olfattive, di moderata acidità e alcolicità.
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