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 Rami nudi sul far della sera... di R.Vendrame
 
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... il vino, i vini nelle diversità più estreme, nell'essere così poco rassicuranti e oggettivi, così sfuggenti e difficili da narrare, proprio perché parte integrante della sfera sensoriale e non intellettiva del ragionamento...

( da "Il Profumo degli Aghi di Pino")

Marco Pozzali
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\\ AMICI diVINI.com : Storico : CARSO/KRAS - Incontri (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di R.Vendrame (del 14/06/2010 @ 11:00:00, in CARSO/KRAS - Incontri, linkato 224 volte)
Il golfo di Trieste ed il Castello di Duino saranno il palcoscenico ideale per la quarta edizione di questa manifestazione che vede la Vitovska come attrice principale.
L’iniziativa dedicata alla Vitovska, antico vino triestino dalle suggestive sfumature di vento e pietra, intrigante vitigno autoctono di questa particolare terra che segna il confine tra l'est e l'ovest, sarà presentato da alcune delle cantine più rappresentative del Carso.
La giornata aprirà alle ore 11.30 con una degustazione tecnica di vecchie annate di Vitovska triestina che avrà lugo, solo attraverso invito riservato, nella cantina di Benijamin Zidarich in località Prepotto dove, per l’occasione, verranno presentate e stappate dieci rare bottiglie che avrò il piacere e l'onore d’assaggiare e recensire.
“La biodiversità del vitigno Vitovska sul territorio della provincia di Trieste” sarà invece il tema del convegno che farà d'apripista alla degustazione negli spazi del castello di Duino che dalle ore 18 aprirà i battenti fino alle ore 22 quando con lo spettacolo comico “TerraZemlja” della compagnia teatrale Pupkin Kabarett, calerà il sipario.

Elenco dei produttori presenti alla manifestazione:
Baijta– Skerlj Andrej
Bole Andrei
Colija Jožko
Černic Nataša (Castello di Rubbia)
ČOTAR Vosja
Fagiani Giusto
Ferfoglia Andrei
Ferluga Silvano
Grgič Igor
KANTE Edi
Kocjančič Rado
Lisjak Boris (Dutovlje ‐ Slovenia)
LUPINC Matej
Milič Andrej (Zagrajski)
Milič Stanko
Ostrouška Aleksij
Parovel Vigneti e Oliveti
Šavron Roberto
SKERLJ Matej
SKERK Sandi e Boris
Tretiach Alessandro (Bibc)
Vina Štoka (Krajna vas, Dutovlje ‐ Slovenia)
VinaKras z.o.o. (Sežana ‐ Slovenia)
Vodopivec Paolo
ZIDARICH Benjamin

Per maggiori informazioni consultare il link sottostante
MARE & VITOVSKA
 
Di R.Vendrame (del 06/04/2010 @ 21:00:00, in CARSO/KRAS - Incontri, linkato 357 volte)
Matej Skerlj è stato sicuramente la sorpresa di questo mio primo incontro con il Carso. Un "pellegrinaggio" che vorrei riprendere al più presto, nella speranza di poter conoscere anche gli altri produttori di questo estremo oriente italiano e primo occidente sloveno, le cui difficoltà, legate alla lingua, si fanno insormontabili oltre confine.
Matej ha da breve tempo imboccato un sentiero lento e difficile come quello della naturalità e delle macerazioni, ma che di anno in anno apporta miglioramenti qualitativi alla gamma dei suoi vini.
Ad eccezione del Terrano, ancora disordinato e dalla croccantezza acerba, i bianchi estraggono personalità ed incisività in una tensione rigida e scattosa.
Modellati sulle sembianze di un centometrista spiccano per la loro forza acida che si fa più tenue sulla Malvasia.
Vini schietti e non facili che trovano nella macerazione la loro piena espressività. La pulizia viene meno ma, sicuramente, il giovanissimo Matej saprà aggiustare il tiro e farsi nel tempo.
Provate ad assaggiarlo al prossimo "Vini Veri" di Cerea, la sua prima uscita pubblica!

Assaggi:
Vitovska 2008 da botte -Vitovska 2007- Malvasia 2008 da botte - Malvasia 2007 - Malvasia 2006 - Terrano 2006

Ettari Vitati: 2
Bottiglie Prodotte: 4.000

Tradizione & Territorio: *****
-Macerazioni dei vitigni bianchi come tutti i produttori di confine oltre alla valorizzazione di vitigni locali -

Naturalità: ****
- Senza l'ausilio di concimazioni chimiche nè di additivi durante la vinificazione. Un vero produttore Naturale-

SKERLJ
di Matej Skerlj
Loc. Seles, 44 - 34011 Sgonico -TS-
Tel +39. 040 20 92 53
www.agriturismoskerlj.com
 
Di R.Vendrame (del 05/04/2010 @ 22:00:00, in CARSO/KRAS - Incontri, linkato 327 volte)
Erede naturale del ruolo di guida fin'ora ricoperto da Edi Kante, Benjamin Zidarch guarda al futuro con una naturale inclinazione all'ottimismo.
Il sorriso disegnato sul volto, la disinvoltura e l'apertura d'animo sul mondo, sono il riassunto del suo carattere che ricorda le sue vigne dirimpetto il golfo triestino. Forza esplosiva capace di "modellare" il Rapen (pietra carsolina) per dar forma ad una cantina dal tatto ruvido a dalla visione verticale in cui i processi di vinificazione avvengono per caduta.
Più ruvida ed incisiva la Vitovska, emotiva e profonda la Malvasia, teso e nitido il Terrano.
I suoi vini, comunque, dotati di passo lento e silenzioso, non sono certo riconducibili ad una mano cristallina ma, anzi, sorprendono per l'etereità dei contenuti sapidi e iodati che riconducono l'assaggio a questa penisola suggestiva e forte che è il Carso.

Assaggi:
Vitovaska 2009 da botte - Vitovska 2008 da botte -Vitovska 2006 - Malvasia 2009 da botte - Malvasia 2008 da botte - Terrano 2007-

Ettari Vitati: 8
Bottiglie Prodotte: 21.000

Tradizione & Territorio: *****
-Lunghe macerazioni, affinamento in botti grandi valorizzando vitigni locali quali Vitovska, Malvasia e Terrano-

Naturalità: ****
-Cura della vigna senza prodotti di sentesi né concimi chimici possono definirla una viticoltura naturale. Anche in cantina non v'è utilizzo di prodotti enologici ed i vini non vengono filtrati-



ZIDARICH
di Benjamin Zidarich
Loc. Prepotto, 23 - 34011 Duino Aurisina -TS-
Tel +39. 040 20 12 23
www.zidarich.it
 
Di R.Vendrame (del 16/03/2010 @ 22:00:00, in CARSO/KRAS - Incontri, linkato 410 volte)
Giovane e pragmatico, Matej Lupinc, dopo una laurea in enologia a Lubijana, ha preso in mano lo splendido agriturismo e l'azienda viticola del padre, storica cantina di Duino che già a metà anni '60 produceva e credeva nella Vitovska.
I vini prodotti, provenienti da viti di oltre trent'anni, si diversificano dalle precedenti cantine per uno stile più tecnico affrontando il futuro in bottiglia senza ausilio di lieviti e di macerazioni.
Splendide e d'impatto la Vitovska e la Malvasia del 2007 con sentori iodati, salini, equilibrate ed armoniche in un chiudere che ricorda il mare.
Più sottile, fragile e selvatico il Terrano 2006 ma dal chiaro stile carsolino che ne fa di questo giovane artigiano un'eccellente interprete.

Assaggi:
Vitovaska 2007 - Malvasia 2007 -Stara Bajda 2007 (Malvasia/Vitovska/Tocai) - Terrano 2006 - Dulcis in Fundo 2006

Ettari Vitati: 4
Bottiglie Prodotte: 15.000

Tradizione & Territorio: ****
-Vini in perfetto stile "Carsolino" con l'atipicità di un Terrano in chiave passita dai risultati interessanti -

Naturalità: ***
-Pratiche convenzionali in campagna ed in cantina con un occhio scrupoloso ed attento durante la vinificazione-

LUPINC
Loc. Prepotto, 11/A - 34011 Duino Aurisina -TS-
Tel +39. 040 20 08 48
info@lupinc.it
 
Di R.Vendrame (del 28/02/2010 @ 23:00:00, in CARSO/KRAS - Incontri, linkato 285 volte)
Edi Kante ha modellato la sua cantina rispecchiando la sua personalità così profonda, dura e vulcanica.
La voglia di scavare nel cuore della roccia e nel fulcro delle cose per comprenderle ed innamorarsene è il suo stile di vita, ben consapevole che non tutto è facile e, anzi, ci sono dure battaglie da vincere, come la viticoltura del Carso.
Edi non ho avuto modo di conoscerlo ma la sua vitalità traspare dalle parole di sua moglie, donna gentile e conservatrice di enorme stima per il marito. Ogni parola che scandisce è un atto d'amore per ciò che lui ha fatto.
La cantina scavata nella roccia, i quadri che disegnano geometrie esistenziali, i vini nei quali per primo ha creduto dando un'anima enologica al Carso con i loro effluvi lenti, sottomessi, sottili, senza un incedere prepotente.
Più profonde le selezioni assaggiate, con passo vellutato ed aromatico sporcato, si fa per dire, da sentori di pietra focaia.
Il Terrano è invece più diretto, quasi stridente, con lama e spezie a tagliar la lingua.

Assaggi:
Vitovaska 2007 - Malvasia 2007 -Vitovska Selezione 2003 - Malvasia Selezione 2003 - Malvasia Selezione 2000 - Terrano 2003

Ettari Vitati: 13
Bottiglie Prodotte: 40.000

Tradizione & Territorio: ***
-Anche se Kante è certamente stato il pioniere di questa zona bisogna però sottolineare il suo stile pulito ch'esclude macerazioni e, quei filari di Chardonnay e Sauvignon, che peccano d'internazionalità...lo scotto di una regione come il Friuli Venezia Giulia -

Naturalità: ***
-Come tanti in questo lembo di terra non usano prodotti di sintesi in vigna cercando di rispettare la natura. In cantina le pratiche sono quelle convenzionali-

KANTE
Loc. Prepotto, 1/A - 34011 Duino Aurisina -TS-
Tel +39. 040 20 02 55
kante.edi@libero.it
 
Di R.Vendrame (del 18/02/2010 @ 18:00:00, in CARSO/KRAS - Incontri, linkato 479 volte)
Sandi ti stupisce con i suoi modi gentili, la sua voce pacata e l'approccio sperimentale che apre prospettive inedite ai suoi vini.
La mancanza di una preparazione specifica a monte, considerati gli studi da ingegnere, spingono la sua ricerca verso sfumature estreme, con lunghe macerazioni anche di quattro mesi sulle bucce.
Ne rimane una struttura complessa ma non grossolana, che si carica di sentori tipicamente varietali dotati di sapidità e mineralità, con una chiave calcarea e profonda.
Stupisce la Malvasia per la sua duttilità, la Vitovska per la sua leggerezza di fiori e la lunghezza che ne solca il palato, il Sauvignon per la sua chiave di lettura inusuale e l'Ograde (assemblaggio di questi tre vitigni) per la sua vena armonica e profumata che ti accompagna in primavera...

Assaggi:
Vitovaska 2009 da botte - Vitovska 2008 da vasca -Vitovska 2007 - Malvasia 2009 da botte - Malvasia 2008 da vasca - Marlavisa 2007 -Sauvignon 2007- Ograde 2007

Ettari Vitati: 6
Bottiglie Prodotte: 15.000

Tradizione & Territorio: *****
-Lunghe macerazioni, affinamento in botti grandi, valorizzazione di vitigni locali quali Vitovska, Malvasia e Terrano, peccato per quei pochi filari di Sauvignon-

Naturalità: ****
-Cura della vigna senza prodotti di sentesi né concimi chimici possono definirla una viticoltura naturale. Anche in cantina non v'è utilizzo di prodotti enologici ed i vini non vengono filtrati-


SKERK
di Sandi Skerk
Loc. Prepotto, 20 - 34011 Duino Aurisina -TS-
Tel +39. 040 20 01 56
www.skerk.com
 
Di R.Vendrame (del 16/02/2010 @ 10:30:00, in CARSO/KRAS - Incontri, linkato 319 volte)
"E’ acuto il grido dell’alba
che entra e abbaglia
in questa durezza d’anima
posata ostile sulle labbra.

Ogni incanto diviene paralisi
rendendo le parole brividi
sulla pelle dove a sorprendere
ora rimane solo il tramonto.

Nell’immobilità di questa bocca
che non conosco il giorno diventa
notte lontana dal sonno dove
i passi pulsano nelle scarpe.

Distratti dalla memoria
chiedono un nuovo cammino
diventando pungenti nell’inquieta
lentezza che è già domani."
A.T.

Branko Čotar ti versa il vino nel bicchiere mentre dirimpetto attende il tuo giudizio con serena certezza.
Conosce i suoi vini, la sua terra, la sua passione, il suo mestiere che da ristoratore è diventato vignaiolo.
Conosce il potere della natura, dei lieviti autoctoni, delle macerazioni, della terra rossa e del Carso.
Attende solo te ed il tuo stupore.
Assaggi ch'abbagliano, caratterizzati da un forte senso del possesso ai quattro elementi naturali: Aria, Acqua, Terra, Fuoco.
Senti la bora nella Vitovska, lo iodio marino nella Malvazija, la profondità del suolo nel Terrano e il calore del sole nel Terra Rossa.
Dinamici s'insinuano nella memoria come un grido acuto posato sulle labbra.

Assaggi:
Vitovska 2006 - Malvazija 2005 - Sauvignon 2005 - Sauvignon 1991 - Terrano 2007 - Cabernet 2003 - Merlot 2003 - Terra Rossa 2001 - Terrano 1999

Ettari Vitati: 7 in conduzione naturale
Bottiglie Prodotte: 20.000 circa

Tradizione & Territorio: ***
-Le lunghe macerazioni dei vini a bacca bianca, tipiche di questa zona di confine, non possono però giustificare l'utilizzo del legno piccolo e l'intromissione di vitigni quali in Sauvignon, il Cabernet e il Merlot-

Naturalità: ****
-Una viticoltura Naturale in campagna e una vinificazione senza ausilio di prodotti enologici lo rendono decisamente un produttore rispettoso-


ČOTAR
di Branko & Vasja Čotar
Gorjansko 18 - Komen - SLOVENIJA
Tel. +386 (0)5 76 68 023
www.cotar.si
 
Di R.Vendrame (del 12/02/2010 @ 10:30:00, in CARSO/KRAS - Incontri, linkato 522 volte)


Pochi chilometri dopo il confine Italiano incontro Marko Fon.
Un uomo dotato di poesia ed umanità. Radicato alle sue vigne, alla sua terra, al suo Carso.
Trasuda spontaneità e preoccupazione, semplicità e nostalgia, forza e passione.
Territoriale, bilingue, di confine come i suoi vini che tracciano una linea nei ricordi.
Malvazija e Terrano atletici che sprigionano frutta e dinamismo.
Vitovska più sottile, fine e dai tratti timidi.
Il resto lo dicono le sue parole...

Assaggi:
Malvazija 2008 da botte - Malvazija 2007 - Vitovska 2008 da botte - Malvazija 2009 vigna 100 anni da botte - Malvazija 2009 vigna giovane da botte - Teran 2007

Ettari vitati: 4 in conduzione naturale
Bottiglie prodotte: 5.000

Tradizione & Territorio: *****
-Solo uve locali, quali Malvasia, Vitovska e Terrano. Macerazioni sapienti e utilizzo di botti grandi-

Naturalità: ****
-Un po' di zolfo in campagna e nient'altro nemmeno in cantina-

MARKO FON
Brje Pri Komnu
Borian 3/a, Komen - SLOVENIJA
Tel +386.(0)5 76 68 78 3
marko.fon1@siol.net
 
Di R.Vendrame (del 10/02/2010 @ 06:00:00, in CARSO/KRAS - Incontri, linkato 596 volte)
Metà Gennaio.
Il vento che freddo spinge le nubi oltre l'orizzonte rende il cielo sereno spianando la strada ad un pallido sole.
Metà mattina.
Una stufa accesa riscalda l'ambiente interno.
Marko versa del Terrano nel bicchiere a far da contorno ad un dialogo che rasserena la mente e scalda il cuore.



COS'E' IL VINO?

Penso prima di tutto che non sia nè onesto nè intelligente legare il vino a se stessi.Non bisogna legare il vino a Fon, questo vino che faccio dev’essere legato a questa terra. Questa è la mia idea di vino!
Visto che negli ultimi anni molti non fanno più interventi sul vino e in cantina, il posto diventa ancora più importante e la persona deve trovare la forza per mettersi in ombra.

E COS'E' IL CARSO?

Quello che mi lega al Carso è la tristezza. Qua i soldi hanno cominciato a valere troppo, si stanno abbandonando i vigneti vecchi e le zone buone perché la cantina sociale paga poco e gli anziani non hanno più voglia di sacrificarsi, mentre si fanno i vigneti là dove non si dovrebbero fare.
Tutto parte da una mancanza di autolimitazione di ciò che si vuole, ed è un problema anche qui.
Il Collio per lo stesso concetto è una zona rovinata, perché dove si vedono soldi si aprono porte. Si pensa che con due-tre passi corti si possa avere tutto, mentre spero che questa mentalità qui si riduca di molto, più della metà, quasi al dieci per cento. Non è una scelta intelligente perché se facendo due passi molto corti si arriva presto alla richezza con uno in più già si esce da questa strada e sei fuori.
Io seguo la strada più lunga e ripida che coincide con la vita del Carso. Basta avere voglia di vedere e comprendere la natura e puoi osservare le piante del posto e capire come il tronco non sia eretto ma prende certe forme in base anche a dove spira il vento.
Per questo è così importante anche farsi la malta per la casa, fare la legna per il fuoco, piangere, sorridere, tutto ciò ti rende Carsolino, uomo del posto. Solo così anche il vino non diventa la cosa più importante della tua vita, perché la cosa più importante dev’essere sempre il posto, una parte della tua vita.
Ora qui mi mancano gli animali, le mucche che da piccolo portavo a mangiare. Tutto ciò mi rende parte integrante del Carso e dobbiamo raggiungere questo equilibrio, radicati a dove siamo nati e non ambire ad essere manager di cantine.
Dobbiamo fare un vino che ti permetta di vivere normalmente ma avere sempre a disposizione una percentuale di tempo che ti permetta di essere parte integrante del posto e della tua vita. La legna, l’orto, la malta… tutto ciò è importante.

COME VEDI IL FUTURO?

Il futuro sarà difficile anche per aziende piccole purtroppo, perché la burocrazia ti opprime e sarà difficile sopravvivere con 5.000 bottiglie a 15 euro. Sai, i costi lievitano e noi qui non siamo ancora vere aziende.
Non vendo vino da tre mesi perché non ho più bottiglie ma sopravvivo e dobbiamo scappare dall’idea di essere controllati, trovando un modo per rimanere liberi.
Perciò mi costruisco la casa da solo per non avere vincoli e debiti con le banche ma il problema è che i produttori non si limitano, vogliono di più diventando prigionieri dei propri vini perché arriva un punto in cui devi farli anche se non vuoi.
Le condizioni climatiche qui sono giuste e anche i terreni, poi i vigneti sono a macchia di leopardo e tutto ciò è favorevole per il futuro, non c'è monocultura.
Il fatto che io perda una percentuale di uva a causa degli uccelli è bellissimo perché ti rendi conto di essere circondato dalla natura che si mescola con le vigne, dagli abeti al pino alla quercia.

PENSI NON SIA POSSIBILE PORSI UN LIMITE?

No perché lo stato ti chiede sempre di più, ed una volta che entri nel sistema ti allontani dal concetto di contadinità e sarà difficile trovare una strada diversa anche per guadagnarsi da vivere, perdendo così la libertà, una libertà che perde anche il vino.
Siamo bombardati da cose inutili come la televisione e anche educare mia figlia in un certo modo è difficilissimo.
E’ un problema del Carso, dell’Italia e del mondo anche se qui questa perdita si sente di più perché c’erano meno soldi.
Noi siamo chiusi, non ambiziosi, diciamo retrò e forse solo questo ci può aiutare.

CHE RAPPORTO HAI CON LA PIANTE, LA VITE?

Tra me e la pianta c’è di tutto. Piango, litigo, sembra quasi un rapporto moglie-marito e mi sembra normale.
Anche se la odio a volte e mi fa arrabbiare non significa che poi non torni da lei. Ma è un rapporto normale con tutte le piante non solo con la vigna.
E’ la mia vita, è una parte di me.
Prima sentivo più emozioni mentre entravo in vigneto, poi con il tempo mi sono sentito parte di lei ed ora non mi pongo più nessuna domanda, né quando vendemmio né quando poto, è tutto normale.
E’ una strada che conosco, come andare a casa.
Tutto ciò perché mi sono allontanato dalla gente. Anni fa ero attivo nel campo sociale e me ne occupavo da quando avevo dieci anni, però negli ultimi tempi mi sono disilluso, mi sono allontanato da chi mi faceva stare male e mi sono dedicato completamente alla natura e alla famiglia e ciò mi rende tranquillo.

CHE TIPO DI DELUSIONE HAI AVUTO?

Io sono stato un grande ottimista ma ora vedo una situazione nera e solo una rivoluzione ci può aiutare.
Non è una colpa dei governi ma è una colpa nostra perché abbiamo messo le nostre esigenze davanti a quelle degli altri e sembra che ora si debba fare così per sopravvivere e tutto ciò mi ha deluso molto, moltissimo.
E così ho cercato la pace nella natura.
La morte, la vita, le malattie li sono così frequenti e normali che non ti fanno più paura e capisci che è il normale ciclo della vita e ti tranquillizzi.
Anch’io morirò e ciò che rimarrà di me sarà comunque la terra che ho lavorato ed è ciò che voglio trasmettere.

IL VINO E' UNA TRASFORMAZIONE DEI TUO SENTIMENTI?

Il vino è un grande piacere ed una sconfitta.
E’ un perenne cambiamento, una sfida che vince sempre perché il tempo, il vino e le piante non posso controllarle completamente e ciò mi induce a seguirlo sempre per capirlo perché non lo raggiungerò mai, non mi stancherò mai di amarlo per questo suo stato sfuggente.
C’è sempre la voglia di capire, di vedere e di porsi domande sul futuro del vino.
Sono sfide che non finiscono mai.
Non è noioso e se bevi un vino noioso lo senti e capisci che dietro c’è una persona spenta.
Il Terrano è una grande sfida, il massimo, anche se dicono che io non lo faccio più. A volte lo mando a… a volte lui manda me, giustamente, ma abbandonarlo sarebbe come suicidarsi, sarebbe come dire non posso farlo e pianto Chardonnay. Un suicidio!
Il vino cambia sempre anche in bottiglia e tutto ciò è legato alla libertà, alla mia voglia di libertà.
Anche il mio modo di fare vino è sempre in perenne evoluzione. Non so come fare il vino, vado a momenti, ci sono sempre dubbi e domande sul vino. Non so come lo farò domani anche se penso sarà sempre più libero perché mi sto rilassando e non faccio più calcoli.
Ho passato degli anni duri ed ora mi rilasso.
Quest’anno nel 2009 ci sono stati dei giorni freddi freddi verso metà ottobre, penso 18-20 ottobre, e dopo la vendemmia ho lasciato la pressa in cortile per sfruttare la naturalità del freddo per una criomacerazione a 3-4°C circa.
E’ molto diverso dal vino macerato tre mesi sulle bucce che ho fatto sei anni fa…
So che farò Vitovska, Malvazija e Terrano, so che saranno solamente le mie uve, queste sono le uniche certezze che ho, il resto è tutto superfluo e come cambio io nella vita cambia il mio modo di fare il vino senza legarmi alle tecniche di cantina ma capendo chi sono e da dove vengo.
So che è difficile farlo capire a un manager di Lubijana, lui vuole il vino buono e pronto, ma siccome questa gente ha soldi sporchi , stupidi e sente solo il profumo del successo, allora come fai a spiegare a questa gente ciò che fai? Io faccio solo 5.000 bottiglie e allora penso sia una salvezza perché a loro non arriveranno mai i miei vini.
Sarebbe più facile legare il proprio nome al vino perché lì venderesti te stesso, il tuo fascino, il tuo carisma, ma mi renderebbe triste.
Così invece sono libero e non è poco!

 
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