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 Rosé... di R.Vendrame
 
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La continua formazione contiene in sé la tragicità della perdita e la speranza della rinascita che unite si presentano nella ciclicità cosmica della vita della natura come nascita, morte, rinascita.

J.W. Goethe
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di R.Vendrame (del 19/01/2010 @ 12:00:00, in VALERIANO - SPECIALE, linkato 256 volte)
L'incontro...

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Introverso, chiuso e diffidente, sono gli aggettivi che più rispecchiano il carattere di Emilio Bulfon, vignaiolo geloso e taciturno a cui va certamente il merito di aver riscoperto e portato in luce questa serie di vitigni tutti coltivati nella sua azienda di Valeriano.
Se la medaglia d’oro ricevuta nel 1987 dall’amministrazione provinciale di Pordenone per il suo attento recupero ampelografico, è la dimostrazione del suo vero interesse per questi vitigni, le maggiori soddisfazioni se le prende durante le fasi di vinificazioni di queste uve che necessitano di un'attenta comprensione in ogni vendemmia.
Il semplice e gradevole Sciaglin spumantizzato lascia il palco al Cividin dotato di un tappeto persistente e continuo, ed al Forgiarin che s'incunea tra note passite e tannini ora composti ora stridenti in preda ad assoli jazzistici.

Ettari vitati: 12
Bottiglie prodotte: 60.000

Tradizione & Territorio: ****
-E' stato lo scopritore di questi vecchi vitigni in questa zona del Friuli qui coltivati nell'antichità ma destinati all'estinzione. Non comprendo però il motivo della produzione di Moscato Rosa-
Naturalità: ***
-Pratiche convenzionali in vigna quanto in cantina ne limitano la naturalità dei vini-



BULFON
Via Roma, 4
33090 Valeriano di Pinzano al Tagliamento -PN-
+39. 0432 9500 61
www.bulfon.it
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Di R.Vendrame (del 16/01/2010 @ 11:00:00, in VALERIANO - SPECIALE, linkato 215 volte)
L'incontro...

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Florutis è sicuramente la cantina più piccola della zona ma che si distingue per l'accoglienza raccolta ed il calore che trasmette.
I vini prodotti sono contraddistinti da una discreta personalità sia nelle veste grafica delle sue bottiglie, sia nella vinificazione dove si distingue un "Ucelut" vinificato secco che, fragile, trova la grinta per uno scatto sapido e floreale degno di nota, caratterizzato da una leggera nota amara per le breve macerazione sulle bucce.

Ettari vitati: 1,7
Bottiglie prodotte: 9.000

Tradizione & Territorio: *****
-Il Picùlit Neri e l'Ucelut vinificati secchi e senza l'ausilio di botti per l'affinamento, sono la vera espressione di questo territorio-
Naturalità: ****
-Zolfo e Rame in vigneto e nessun prodotto enologico in cantina-

FLORUTIS
Via general cantore, 13
33090 Valeriano di Pinzano al Tagliamento -PN-
+39 0432 95 06 55
www.florutis.it
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Di R.Vendrame (del 14/01/2010 @ 11:30:00, in VALERIANO - SPECIALE, linkato 287 volte)
L'incontro...

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Patrick è un simpatico Irlandese dotato della classica ironia anglosassone e giunto in Friuli dopo una serie di vicissitudini, i cui vini, dotati di un'impronta fredda e ruvida necessiterebbero di più libertà in fase d'affinamento trovando una loro personalità.
Se la freschezza limita l'evoluzione gustativa dei rossi, i due bianchi assaggiati e prodotti, ne traggono vantaggio.
Lo Sciaglin 2007 nelle sue vesti aromatiche che strizzano l'occhio al sauvignon, e l'Ucuelut 2006 passito per 60 giorni sui graticci, piacciono per l'esuberanza e la schiettezza.

Ettari vitati: 4
Bottiglie prodotte: 15.000

Tradizione & Territorio: ****
-Solo vitigni locali ma con un eccessivo utilizzo della botte piccola, non propriamente tradizionale-
Naturalità: ***
-Viticoltura e produzione convenzionale senza sforare nella tecnologia in cantina-

RONCO CLIONA
Via XX Settembre 106
33094 Pinzano al Tagliamento -PN-
+39. 0432 95 08 53
www.roncocliona.com
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Di R.Vendrame (del 13/01/2010 @ 11:30:00, in VALERIANO - SPECIALE, linkato 276 volte)
Se da un lato il consumismo conduce alla globalizzazione delle abitudini alimentari le diverse popolazioni, dall’altro, la civiltà contadina non massificata, cerca di preservare la variabilità genetica costituitasi in centinaia di anni.
L’importanza di questo modello conservatore è facilmente intuibile nel momento in cui disponiamo ogni giorno di alimenti con proprie caratteristiche gustative altrimenti smarrite.
Il settore enologico, forse ancor più di quello alimentare, gode di un’ampissima scelta varietale e, pertanto, acquisisce sempre più importanza la salvaguardia del patrimonio ampelografico nazionale o locale, sia per il mantenimento della biodiversità, sia per la necessità di distinguersi da un mercato in cui il marchio della casa vinicola, a parità di vitigno, condiziona fortemente l’acquisto.
L’attuale crisi del comparto enologico è dovuta anche allo scarso ventaglio di proposte che questo immette nel mercato, perché le uve considerate internazionali quali Merlot, Cabernet, Sauvignon e Chardonnay, se un tempo potevano essere il biglietto da visita per delle microregioni che necessitavano di presentarsi al consumatore, oggi hanno saturato un settore in cui anche i metodi produttivi non sono dissimili da regione a regione e da stato a stato.
In questo contesto, in Friuli, tra San Daniele e Spilimbergo, sorge un centro agricolo alla destra del fiume Tagliamento, presso le ultime pendici delle prealpi Carniche. Valeriano è infatti un piccolissimo borgo rurale in cui, grazie alla lungimiranza di un produttore e alcuni studiosi come Antonio Calò, già direttore dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano, e Ruggero Forti esperto ampelografo, sono stati riportati in luce alcuni vitigni che, fino ad una trentina d’anni fa, sembravano scomparsi, fagocitati dai rovi e dall’incuria degli uomini, in un territorio storicamente vocato alla viticoltura.
Forgiarin, Piculit Neri, Sciaglìn, Ucelùt, sono varietà iscritte nel catalogo nazionale delle viti dall’allora Ministero dell’agricoltura del 1991 e che ora, insieme al Cividin e al Cjanorie, sono vinificate da soli tre, quattro, produttori in tutta la regione. L’attribuzione dell’IGT Venezia Giulia, non valorizza però adeguatamente ed in modo dignitoso chi sta dando un’impronta profondamente autoctona e diversa alla produzione di vino nel territorio Friulano e Nazionale, in cui sarebbe auspicabile salvaguardare le produzioni locali con denominazioni “paesane” (Valeriano in questo caso) in chiaro stile francese, ma ormai sappiamo tutti come vanno queste cose sulla nostra penisola…

I VITIGNI

UCELUT: Vitigno a bacca bianca noto già dal 1863 principalmente nelle zone collinari di Valeriano, Pinzano al Tagliamento e Castelnuovo del Friuli.
Il nome deriva dall'appetibilità che quest'uva, un tempo coltivata vicino ai boschi, ha verso gli uccelli.
Uva dotata di elevata acidità, grado alcolico sostenuto e maturazione tardiva.
Vinificata quasi esclusivamente dopo un periodo di appassimento

CIVIDIN: Vecchio vitigno bianco proveniente dalle valli del Cividalese e, successivamente, diffusosi nelle colline di Maniago e Vito d’Asio. La sua scomparsa è da attribuire alla scarsa resistenza all’oidio.

SCIAGLIN: Uva bianca nota nelle colline spilimberghesi già nel XV secolo. Il nome trae origine da “schiavolino”, ovvero vino della Slavia, terra posta al limite delle Alpi Giulie. Ora si coltiva solo nella zona di Valeriano e Pinzano al Tagliamento in provincia di Pordenone.
Uva di maturazione tardiva, bassa acidità e moderato grado alcolico.

FORGIARIN: Poco si conosce sull'origine di questo vitigno il cui nome, con probabilità, deriva dalla località del Friuli Occidentale "Forgaria".
La sua uva rossa, nota fin dalla metà del 1800, è dotata di scarsa acidità e moderato grado alcolico. La carica antocianica e polifenolica scarsa rende necessario un consumo veloce.

CJANORIE: Vitigno a bacca rossa dalle interessanti caratteristiche gustolfattive. Il nome derivante dal friulano “ciane” (canna) potrebbe derivare dal sostegno utilizzato per legare il suo ceppo.

PICULIT NERI: Le mutazioni genetiche che avvengono con il tempo conducono dei vini noti come il Refosco a mutare alcune loro caratteristiche. Questo è il caso del Piculit Neri derivante dal vitigno rosso friulano conosciuto a livello nazionale e ora coltivato nello Spilimberghese.
Vino dotato di interessanti caratteristiche olfattive, di moderata acidità e alcolicità.

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Di R.Vendrame (del 03/01/2010 @ 12:00:00, in Commenti, linkato 294 volte)
E quasi d'improvviso ti svegli nel 2010.
Ti guardi alle spalle e conti gli anni che sono passati cadenzati ed inesorabili... Sembrava ieri.
Sembrava ieri quando entravi in una cabina telefonica, estraevi il gettone e con voce decisa esclamavi "Buon giorno sono Riccardo, cercavo..." poi, felice per la chiacchierata dando un'occhiata al portafogli, t'accorgevi d'avere qualche migliaia di lire immediatamente spese per un vinile con la scritta "Vitalogy" color oro sulla copertina grigia. La cura, la pulizia con un panno, la puntina che s'appoggia, il fruscio e le prime parole cantate da Eddie Vedder ch'entravano nelle orecchie mentre maneggiavi un libretto di trenta centimetri per trenta.
Tuo padre rientrava con una vecchia Fiat, non aveva abs, esp, airbag, ma un motore a benzina, un volante e quattro ruote. Portava a casa il latte, il pane ed una damigiana di Rosso che travasava prima di cena.
Quella sera guardasti un VHS di Stanley Kubrick chiamato "2001 odissea nello spazio", con i suoi scenari lontani ed inimmaginabili.
Una giornata come tante, passate tra un libro e una corsa in bicicletta, tra il suono di un disco che gira e il sogno di un futuro migliore senza renderti conto che c'era già quanto di meglio si potesse avere.
A distanza di quasi vent'anni basta una nevicata per mandare in tilt automobilisti dotati di motori da 2200 cc, airbag, abs, esp e quant'altro che t'avvisano del ritardo attraverso un telefono tascabile in cui puoi vedere film ed ascoltare musica arrivata dal "cielo".
Nei paesi non si vedono più bambini, si corre il doppio per spendere il triplo, le dittature non sono sparite e con esse nemmeno le guerre mentre, il 2001, ormai lontano, ci ha portato più viaggi in aereo che in treno e "like a Virgin" non è più una canzone di Madonna ma un vero volo nello spazio.
In tutto questo ti chiedi perché se il mondo avanza i vini più amanti sono quelli fatti come in passato? Macerazioni, anfore, nessuna filtrazione, imbottigliamento con luna calante...
Studi enologia per fare i vini come i contadini, come il nonno di tanti tuoi coetanei.
Ho voluto allora concluder l'anno ormai andato trafugando tra i ricordi di un vino che racchiude la storia di una vendemmia lontana.
Un Barbaresco 1983 che ricorda un anziano distinto, sorretto dal bastone e dai tratti introversi.
Il sigaro, la grafite e il pepe introducono note alcoliche dal profilo vegetale, mentre una brezza di vento accompagna il tannino spingendo ciò che sembra tabacco lungo il corso della lingua in un finale amaro ma nobile.
Forse claudicante, certo non scalpitante e gioioso, non impeccabile, ma un vino che racconta un passato nelle cui rughe si celebra uno stile di vinificazione che col tempo stiamo perdendo, ed emana lo stesso piacere di quando, dirimpetto un anziano, ascoltiamo le sue storie.
Ti scorre allora un brivido lungo la schiena, un'emozione che da tanto non provavi, come il suono di quel vecchio vinile, come il rumore di una Lambretta, come la gioia di vedere Firenze e per qualche ora dimentichi i fallimenti del 2009 ed il telefonino che riporta l'sms di un amico con scritto "BUON ANNO"...
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Di R.Vendrame (del 16/12/2009 @ 16:30:00, in DOGLIANI - SPECIALE, linkato 417 volte)
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Ho bussato a quasi quaranta cantine, assaggiato una quantità infinita di vini, percorso svariate centinaia di chilometri, telefonato almeno cento volte ed ora, dopo aver visitato tutta la zona del doglianese, posso tranquillamente affermare che Dogliani è un territorio con diversi lavori in corso, ma in crescita.
Certo, non mancano i brutti anatroccoli, come ovunque, ma la conoscenza territoriale di ogni produttore è assolutamente insindacabile.
La mia unica perpessità è dovuta a questa nuova DOCG che ora si chiama DOGLIANI ma che dal 2011 vedrà separarsi in DOGLIANI CLASSICO, l'attuale vino di punta delle aziende, e DOGLIANI, ovvero quello che oggi è chiamato Dolcetto.
Una scelta azzardata che può portare solo confusione e, avrebbe potuto invece essere più specifica e selettiva, prendendo d'esempio i vicini francesi.
DOGLIANI sarebbero potuti essere i vini minori, quelli senza una connotazione territoriale ben precisa, mentre quelli "superiori" (termine che comunque non mi piace) avrebbero potuto associare anche il nome della sottozona: Santa Lucia, San Luigi, Valdibà, Pianezzo, Martina, Madonna delle Grazie, Taricchi, Farigliano, Clavesana e, a sua volta, ogni produttore avrebbe potuto poi includere il proprio cru.
Un lavoro certamente non difficile da realizzare e che avrebbe messo ordine e dato l'esempio ad un panorama enologico italiano spesso confusionario e poco territoriale.
Spero non sia un'occasione sprecata e che questo disciplinare si possa rivedere...

Dopo quest'appagante ed estenuante esperienza ringrazio sentitamente Nicoletta per l'ospitalità, Francesco per l'incpit della foto, Alessandro Masnaghetti per l'utilissimo numero 11 di Enogea, Paolo Boschis per la serata passata al ristorante, tutti i produttori che mi hanno ospitato nelle loro cantine, quanti non hanno potuto farlo per vari motivi (Zabaldano, Bricco Rosso, Del Tufo, Mattia Sciolla) e la mia Citroen C3 per avermi fedelmente scorazzato...
GRAZIE!

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Di R.Vendrame (del 15/12/2009 @ 18:30:00, in DOGLIANI - SPECIALE, linkato 425 volte)
L'incontro...

Difficilmente in Italia si trovano cantine sociali di buon livello, soprattutto se si esclude l'Alto Adige.
Delle due realtà che operano nel doglianese, quella di Clavesana è sicuramente la più importante sia in termini quantitativi che qualitativi, capace di spaziare su tutto il territorio limitrofo, riunendo più di trecentocinquanta conferitori e imbottigliando un Dogliani che, nonostante qualche limite di struttura e ruvidità, merita d'essere realmente preso in considerazione.
Un lavoro meticoloso e lungo, portato avanti con autorità dalla direttrice Anna Bracco e che, di questo passo, può dare buoni frutti...

Ettari vitati: 515
Soci conferitori: 370
Bottiglie prodotte: 2.300.000 circa

Tradizione & Territorio: **
Naturalità: *

CANTINA CLAVESANA
Direttrice Anna Bracco
Fraz. Madonna della Neve, 19 - 12060 Clavesana -CN-
Tel. 0173 79 04 51
info@cantinaclavesana.it
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Di R.Vendrame (del 14/12/2009 @ 18:30:00, in DOGLIANI - SPECIALE, linkato 274 volte)
L'incontro...

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Claudio si presenta con l'aria svagata e trasognante, la voglia di libertà e uno spiraglio d'aria a disegnare un sorriso sulle labbra simile alla M di Marenco che campeggia sull'etichette.
Allegro ed esuberante come il numero di Dolcetti e Dogliani vestiti con il suo Logo.
Undici tipologie di vini diversi schierati come squadra di calcio sul manto verde.
Se la parte dei terzini veloci e scattanti spettano al "Pirun" e al "Bric" d'estrazione più semplice e beverina, l'attaccante è sicuramente il "Parlapà", Dogliani dinamico, con vena tannica ben impostata e grinta da vendere.
Un bel goleador...

Ettari vitati: 13 in conduzione biologica
Bottiglie prodotte: 65.000 circa

Tradizione & Territorio: ****
Naturalità: ****

ALDO MARENCO
di Claudio Marenco
Fraz. Pamparato, 25 - 12063 Dogliani -CN-
Tel. 0173 72 10 90
info@marencoaldo.it
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Di R.Vendrame (del 10/12/2009 @ 12:00:00, in DOGLIANI - SPECIALE, linkato 267 volte)
L'incontro...

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Presenza imponente, capello biondo, il vizio della sigaretta e un'ora di parole attorno al vino.
L'incontro con Bruno Andriano è stato così, leale e sincero.
Schietto come i sui Dolcetti, contraddistinti da note minerali, dai tratti ruvidi, rendendo la beva non particolarmente spontanea in pieno stile Piero Ballario, consulente che anche in questo caso si distingue e, purtroppo, non m'appaga...
...ma forse è un mio limite!

Ettari vitati: 16
Bottiglie prodotte: 65.000

Tradizione & Territorio: ***
Naturalità: ***

LA BRUNA
di Bruno Andriano
Borgata Valdiberti,47 -12063 Dogliani -CN-
Tel. 0173 21 73 96
la.bruna@tistali.it
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Di R.Vendrame (del 09/12/2009 @ 19:30:00, in DOGLIANI - SPECIALE, linkato 276 volte)
L'incontro...

Sangue ligure e cuore langarolo sono i segni distintivi di Antonella Bartalini che con passione cura le vigne della Cascina Torello, nella zona più settentrionale di Dogliani.
Una proprietà che sta purtroppo subendo il duro contraccolpo causato dall'economia moderna, dai costi elevati e dal difficile reperimento di manodopera, costringendo a cedere in affitto dodici dei quindici ettari di proprietà.
Rimangon così un esiguo numero di vigne e poche bottiglie dotate di una matrice superficiale ma elegante...

Ettari vitati: 3
Bottiglie prodotte: 9.000 circa

Tradizione & Territorio: ***
Naturalità: ***

CASCINA TORELLO
di Antonella Bartalini
Borgata San Luigi, 48 - 12063 Dogliani -CN-
Tel. 0173 78 479
info@cascinatorello.com
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Di R.Vendrame (del 04/12/2009 @ 13:00:00, in DOGLIANI - SPECIALE, linkato 236 volte)
L'incontro...

Questa bella realtà aziendale di piccole dimensioni non deve trarre in inganno chi s'accinge a bussare alla porta.
San Romano fa parte infatti del gruppo EATALY di Oscar Farinetti che, toltosi i panni ottimistici di UniEuro, ha da diversi anni intrapreso la strada alimentare acquisendo diverse realtà viticole e non solo.
Un enologo di fama ed un bravissimo cantiniere qual'è Yohannes Casi, vestono il "Bricco delle Lepri" e il "Vigna del Pilone" con frutto e passo rigorosi in pieno stile Ca' Viola e, pertanto, permettono di guardare il futuro con giusto ottimismo dato che, come recitava una famosa pubblicità, "L'ottimismo è il sapore della vita".
Bisogna però spiegarlo a chi zappa la terra tutti i giorni senza un bel patrimonio che copre le spalle e, di questi tempi, non è cosa da poco...

Ettari vitati: 8
Bottiglie prodotte: 36.000 circa

Tradizione & Territorio: ***
Naturalità: ***

SAN ROMANO
di Oscar Farinetti
Borgata Giachelli, 8 - 12063 Dogliani -CN-
Tel. 0173 73 289
info@sanromano.com
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Di R.Vendrame (del 03/12/2009 @ 16:30:00, in DOGLIANI - SPECIALE, linkato 548 volte)
L'incontro...

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Nicoletta Bocca è audace ed insicura, ancorata ad un senso di solitudine con la stessa forza con cui le radici vincolano vigna e terreno.
Forse, proprio per questa sofferenza condivisa, per questa similitudine che l'accomuna alla pianta, le sue maggiori attenzioni sono rivolte alla terra, ai vigneti, con gesti d'amore chiamati biodinamica.

Il poeta cubano Reinaldo Arenas scriveva:
"La pianta capisce chi la ama e chi no.
Coltivare la terra è un atto d'amore, un'azione leggendaria.
La pianta ed il seme hanno bisogno della tacita complicità di chi le coltiva."

Il vino lo puoi produrre, fare, aiutare, manipolare, realizzare, comporre, accudire, ma la sua essenza sta in vigna, nel frutto, nell'uva, ed i vini di San Fereolo lo spiegano con una tensione arcigna che si distende in bocca con sereno appagamento, per questo amore che nasce da lontano.

Ettari vitati: 12 in conduzione Biodinamica
Bottiglie prodotte: 43. 000 circa

Tradizione & Territorio: ****
Naturalità: *****

SAN FEREOLO
di Nicoletta Bocca
Borgata Valdibà, 59 - 12063 Dogliani -CN-
Tel. 0173 74 20 75
sanfereolo@sanfereolo.com
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Di R.Vendrame (del 01/12/2009 @ 11:00:00, in DOGLIANI - SPECIALE, linkato 216 volte)
L'incontro...

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Dario Sciolla stupisce per i modi pacati, le frasi appena accenate, i lunghi silenzi ed una timidezza rotta dalla gestualità intrisa di passione.
Se il suo Dolcetto rimane un po' seduto su una componente tannica ed un frutto più ruvido che lineare, il Dogliani risulta più assoluto, sostanzioso e masticabile.
Un modo profondo e viscerale di vivere il vino, affrontato a passi lenti strizzando l'occhio al sarcasmo con l'etichetta "DiavoliSanti", il cui disegno riproduce uno degli splendidi affreschi presenti nella Chiesa di San Fiorenzo a Bastia Mondovì, mentre il vino abbraccia la scaltrezza anche commerciale di questo produttore.
DiavoliSanti: Merlot e Dolcetto, barrique e botte grande, la bottiglia piena svuotata lentamente...

Ettari vitati: 11
Bottiglie prodotte: 52. 000 circa

Tradizione & Territorio: ***
Naturalità: ***

BRICCO DEL CUCU'
di Dario Sciolla
Fraz. Bricco,10 - 12060 Batia Mondovì -CN-
Tel. 0174 60 153
info@briccocucu.com
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Di R.Vendrame (del 27/11/2009 @ 22:30:00, in DOGLIANI - SPECIALE, linkato 223 volte)
L'incontro...

Cascina Corte è una scelta di vita per Alessandro Barosi, un baluardo biologico in cui confluire energie e speranze.
Un passato presso Slow Food a Bra ed un futuro qui, a San Luigi nel Dogliani.
Uomo affabile, coraggioso e riservato che, con capo chino e idee ben chiare, produce in armonia con la natura un Dogliani tonico, bilanciato e dai tratti immediati.

Ettari vitati: 6 in conduzione Biologica
Bottiglie prodotte: 21.000 circa

Tradizione & Territorio: ****
Naturalità: ****

CASCINA CORTE
di Alessandro Barosi
Borgata Valdiberti, 33 - 12063 Dogliani -CN-
Tel. 0172 41 16 41
a.barosi@cascinacorte.it
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Di R.Vendrame (del 23/11/2009 @ 17:00:00, in DOGLIANI - SPECIALE, linkato 225 volte)
L'incontro...

Se i vini non brillano per definizione ad articolazione, dove spesso acidità e tannino si scontrano in un connubio scordato e stridente, ciò che stupisce è sicuramente l'architettura della cantina risalente alla fine del '400.
Volte in tufo, lunghi corridoi e le parole del gentilissimo Fabrizio Fabiani appassionato di storia e di crociate che, in un paio d'ore, m'ha raccontato con impeto ed energia gli avvenimenti delle Langhe fino all'arrivo del Dolcetto in questa terra.
Se solo i suoi vini fossero così vigorosi e appassionanti...

Ettari vitati: 10
Bottiglie prodotte: 60.000 circa

Tradizione & Territorio: **
Naturalità: **

LUZI DONADEI FABIANI
Loc. Checchi Soprani - 12060 Clavesana -CN-
Tel. 0173 79 03 87
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