La continua formazione contiene in sé la tragicità della perdita e la speranza della rinascita che unite si presentano nella ciclicità cosmica della vita della natura come nascita, morte, rinascita.
LA BELLEZZA ETERNA
Oh, non temere! Se avvizzisce il fiore,
se nella fredda calma dell'oceano
sperdono i venti il bosco che si schioma
cresce e diviene la Bellezza eterna,
pur dalle anguste forme.
Matura è già. Con impeto soave
spezza l'antico invoglio.
Penetra in noi dagli alberi spirando,
non per posare stanca,
che già troppo posò lungo l'estate.
Ma dai frutti d'uligine rigonfi,
povera e nuda, scende; e si rifugia
entro l'umana Attività perenne.
RAINER MARIA RILKE
Vitigno a bacca bianca dalle origini incerte ma sicuramente riconducibile ad una linea di confine. Un confine che per anni ha diviso l'est dall'ovest, palcoscenico di guerre, battaglie e regimi opposti.
Lingua di terra tra Italia e Slovenija, il Carso/Kras è la culla della Vitovska, o meglio, della Vitovska Garanja come la chiamano oltreconfine; secondo alcuni il nome deriva dalla località di Vitovlje, per altri, invece, il suffisso è riconducibile a Vitez, ovvero il vino del Cavaliere.
I Cavalieri della Vitovska sono i produttori di questa lingua di terra, contadini che nel tempo hanno creduto in questo vitigno già dagli anni '60 quando Lupinc, il vero pioniere, piantava tra la roccia e la terra rossa le prime barbatelle, giungendo fino ai giorni nostri con la sua "esplosione" innescata dal vulcanico Kante.
Tra di loro si inseriscono Skerlj, Čotar, Andrej Milic, Colja, Zidarich, Skerk e tanti altri validi produttori...
SKERLJ - VITOVSKA 2005
Il giallo del sole se non t'abbaglia al suo riflesso lo ritrovi nella Vitovska del giovane Matej Skerlj.
La macerazione la percepisci agli occhi e al naso, con l'idrocarburo appena accennato che vira su note di melone maturo, zucchero a velo, iodio, ed il suo tatto scorre sottile su un filo più alcolico che aromatico. Un vino magro, il cui fendente acido e sapido ti cattura.
SKERLJ
di Matej Skerlj
Loc. Seles, 44 - 34011 Sgonico (TS)
Tel +39. 040 20 92 53
www.agriturismoskerlj.com
ČOTAR - VITOVSKA 2004
Un vino estremo nei colori e nei riflessi, negli effluvi e nella potenza.
Come fosse Eta Beta estrae dal bicchiere il miele d'acacia, la scorza d'arancia, la mela, la pungenza del rosmarino, dalla salvia, il sentore fumé e note macerative, mutando poi in una cavalcata spigolosa ed esuberante che stride sul finir della lingua.
Torbido ed estremamente affascinante ...
ČOTAR
di Branko & Vasja Čotar
Gorjansko 18 - Komen - SLOVENIJA
Tel. +386 (0)5 76 68 023
www.cotar.si
ANDREJ MILIČ - VITOVSKA 2002
La semplicità che gioca con il verde del colore e degli odori. Mela, cetriolo, zafferano e tiglio s'aprono su sentori più morbidi di miele e caramella d'orzo lasciando intuire un lieve residuo di zuccheri.
Un bocca soffice e leggera, quasi decadente e romantica. Il disincanto emozionante di una casa disabitata colma di vita vissuta...
ANDREJ MILIČ - VITOVSKA 1997
Vitovska scalfita dai segni del tempo.
La spina dorsale acida e salata ricorda uno Champagne senza bolle ma null'altro si può dire.
MILIČ
di Milic Andrej
Loc. Sagrado di Sgonico 2 - 34010 Sgonico (TS)
Tel. +39. 040 22 93 83
JOSKO COLJA - VITOVSKA 1997
Non fosse stato sequestrata dalla solforosa, questa vitovska avrebbe una storia da raccontare. Legata ed imbavagliata nel tempo la ritrovi dal colore acceso e dal naso timido, quasi indifeso. Ricorda i fiori di vite, il gelsomino, la brezza marina scivolando delicata e gentile come una carezza sulla lingua.
KANTE - VITOVSKA Selezione 1997
Edi Kante è colui che ha diffuso la Vitovska nel mondo con la sua la sua passione e, questa Vitovska che rispecchia il suo temperamento orgoglioso ed esuberante, è un vino carico, sinfonico, un'orchestra integra senza assoli.
Una sinfonia unisona come la cavalcata della valchirie di Wagner che avanza sulla lingua. Un incedere cristallino, pulito, netto, che chiude morbido ed appagante.
KANTE - VITOVSKA 1994
Note sofferenti ed evolute per un tappo che non ha retto gli anni...
ZIDARICH - VITOVSKA 1996
Scarico nel colore ma non nell'incedere.
Il vino di Beniamino Zidarich si presenta austero, aprendosi nel tempo su note di clorofilla, lime, agrumi e mare.
Teso verso l'alto, in un cammino lento e pacato che ha molto da dire, ora e nel tempo.
ZIDARICH
di Benjamin Zidarich
Loc. Prepotto, 23 - 34011 Duino Aurisina (TS)
Tel +39. 040 20 12 23
www.zidarich.it
LUPINC - VITOVSKA 1994
Si preesnta con una veste seria ed integra, elegante e composta il vino di Lupinc
Impeccabile nella sua tenuta manca forse di generosità e coraggio dove, una vena più spensierata e meno composta avrebbe reso il vino più umano. Nulla da eccepire però ad un'anima che in sedici anni s'è mantenuta ligia al suo dovere.
SKERK - VITOVSKA 1990
Decadente nel colore e nell'incedere.
La fatica si fa sentire con il suo respiro affannato su un profilo tagliente. In un contesto più verticale che orizzontale l'acidità prende il sopravvento, affascinandoti più per l'età che per la freschezza... vent'anni fa nessuno avrebbe pensato potesse arrivare fin qui questa Vitovska, e son certo che qualche altra bottiglia possa essere più fortunata, il telaio e la struttura del vino lo lasciano intuire.
SKERK
di Sandi Skerk
Loc. Prepotto, 20 - 34011 Duino Aurisina -TS-
Tel +39. 040 20 01 56
www.skerk.com
... e così, quando ti ritrovi ad assaggiare "vecchie" annate, t'accorgi che non sei dirimpetto a vini in caduta libera ma, anzi, sosti d'innanzi a prodotti che giocano con la verticalità, le vertigini e l'emozione d'un equilibrio costruito nel tempo.
Foto:
Rami nudi sul far della sera di Riccardo Vendrame
Duino (TS) Gennaio 2010
Il golfo di Trieste ed il Castello di Duino saranno il palcoscenico ideale per la quarta edizione di questa manifestazione che vede la Vitovska come attrice principale.
L’iniziativa dedicata alla Vitovska, antico vino triestino dalle suggestive sfumature di vento e pietra, intrigante vitigno autoctono di questa particolare terra che segna il confine tra l'est e l'ovest, sarà presentato da alcune delle cantine più rappresentative del Carso.
La giornata aprirà alle ore 11.30 con una degustazione tecnica di vecchie annate di Vitovska triestina che avrà lugo, solo attraverso invito riservato, nella cantina di Benijamin Zidarich in località Prepotto dove, per l’occasione,
verranno presentate e stappate dieci rare bottiglie che avrò il piacere e l'onore d’assaggiare e recensire.
“La biodiversità del vitigno Vitovska sul territorio della provincia di Trieste” sarà invece il tema del convegno che farà d'apripista alla degustazione negli spazi del castello di Duino che dalle ore 18 aprirà i battenti fino alle ore 22 quando con lo spettacolo comico “TerraZemlja” della compagnia teatrale Pupkin Kabarett, calerà il sipario.
Elenco dei produttori presenti alla manifestazione:
Baijta– Skerlj Andrej
Bole Andrei
Colija Jožko
Černic Nataša (Castello di Rubbia) ČOTAR Vosja
Fagiani Giusto
Ferfoglia Andrei
Ferluga Silvano
Grgič Igor KANTE Edi
Kocjančič Rado
Lisjak Boris (Dutovlje ‐ Slovenia) LUPINC Matej
Milič Andrej (Zagrajski)
Milič Stanko
Ostrouška Aleksij
Parovel Vigneti e Oliveti
Šavron Roberto SKERLJ Matej SKERK Sandi e Boris
Tretiach Alessandro (Bibc)
Vina Štoka (Krajna vas, Dutovlje ‐ Slovenia)
VinaKras z.o.o. (Sežana ‐ Slovenia)
Vodopivec Paolo ZIDARICH Benjamin
Per maggiori informazioni consultare il link sottostante MARE & VITOVSKA
Un po' pittore un po' vignaiolo, ma soprattutto un po' "sbirulino" con quel sorriso sempre stampato sul viso, la battuta pronta, la forza dell'autoironia e la volontà di sdrammatizzare sui massimi sistemi.
Se tutti fossero come Roberto Celli, giovanissimo e verace Romagnolo, il mondo sarebbe più sereno.
Non importa che i tuoi vini siano "da tavola", che la tua cantina misuri pochi metri quadri, che tu abbia dovuto cambiare il nome dell'azienda per non confonderti con omonimi ed ambiziosi produttori o che il tuo paese sia ricordato solo per i natali di Benito Mussolini...
L'importante è credere in ciò che fai con leggerezza e senza presunzione. Roberto potrebbe essere l'uomo saggio del suo quadro ma la sua anima calcherebbe il volo del "pettirosso" e, con la stessa semplicità che lo contraddistingue, produce due vini immediati e genuini, il "Cinque Vigne" e il "Bartonga" da uva Sangiovese in purezza.
Pratiche naturali, fermentazioni spontanee in tini aperti, qualche mese in botte grande e... voilà Roberto Celli ti sorprenderà. Non vini impeccabili ma sinceri e, in Romagna, non è cosa da poco!
Assaggi:
"Cinque Vigne" 2007 - "Bartonga" 2007 e tanto buon salame da lui prodotto!
Ettari vitati: 4 in conduzione "naturale"
Bottiglie prodotte: 10.000
Tradizione & Territorio: *****
-Sangiovese che ricalca fedelmente la terra su cui è prodotto-
Naturalità: ****
-Nessuno prodotto sistemico in vigna e vinificazioni spontanee e ben seguite-
(Foto tratta da un quadro di Roberto Celli)
Azienda Agricola LA BARTONGA
di Roberto Celli
via S. Celli, 14
47010 Predappio Alta (FC)
tel - 0543 92 24 68
Non è certamente un'impresa facile riuscire ad emergere in un territorio ostico come la Romagna dove, purtroppo, la cultura delle cooperative e pertanto delle cantine sociali, hanno indotto il vignaiolo ed una pratica culturale più portata alla quantità che alla qualità.
Lo sa bene Paolo Francesconi che, prima di mettere radici a Faenza, nei suoi tredici ettari di vigneto, si è fatto le ossa in una delle numerose cantine del comprensorio Romagnolo.
Una persona inusuale da queste parti, per la sua profonda dedizione alla pianta ed alla terra accudite con pratiche biodinamiche...
Gli effluvi che però t'attendi dai vini stentano ad emergere, rinchiusi in un percorso che Paolo sta compiendo.
Colpisce il "Limbecca", Sangiovese Superiore che in un annata difficile come il 2008, s'aggrappa ad un profilo semplice e pulito che lo fa preferire ai fratello maggiore, il riserva 2006 chiamato "Le Iadi" che non trova la necessaria freschezza tra gli spigoli legnosi.
Non un fuoriclasse ma un punto di partenza fidato per conoscere il Sangiovese di Romagna!
Assaggi:
Sangiovese Sup. 2009 da botte - Sangiovese Sup. 2008 da botte - Merlot 2009 da botte - Merlot 2008 da botte - Limbecca Sangiovese Superiore 2008 - Symposium Merlot 2008 - Le Iadi Sangiovese Riserva 2006 - Le Iadi Riserva 2005 - Miniato Cabernet 2007 - Impavido Merlot 2007
Ettari vitati: 13 in conduzione biodinamica
Bottiglie prodotte: 20.000
Tradizione & Territorio: ***
-La principale valorizzazione del Sangiovese viene macchiata da vini quali Merlot e Cabernet-
Naturalità: *****
-L'appartenenza al gruppo Renaissance Italia, le pratiche culturali biodinamiche e la vinificazione naturale ne fanno uno dei pochi interpreti puri della Romagna-
Azienda Agricola FRANCESCONI Paolo
Via Tuliero, 154
48018 Faenza (RA)
info@francesconipaolo.it
La realtà di Maurizio Baravelli, di sua proprietà dal 1977, è sicuramente tra le più affermate dell'intero territorio Romagnolo, con vini che collezionano riconoscimenti da riviste e guide del settore.
Premi che a mio dire incontrano la caratteristica di stampo internazionale dei vini di Calonga, con una spina dorsale potente ed un finale tondo che però non colpiscono il mio cuore.
L'assenza di nerbo e coraggio contraddistinguono le vinificazioni sia del Pagadebit di Romagna (Bombino Bianco), dove qualche giorno di macerazione potrebbero dare un'impronta decisamente più interessante, sia del Michelangiòlo, Sangiovese di punta dell'azienda dotato di gusto internazionale e dai tratti "piacioni".
Più interessante il Sangiovese "Bruno" dove l'assenza di malolattica dona acidità e grinta ad un vino che, come gli altri, risulterebbe altresì stanco e monocorde.
La Romagna non è certamente una zona facile sia per le caratteristiche pedologiche, sia per una cultura enoica legata alle grandi masse destinate alle cooperative, ma cercare una propria identità è un'azione necessaria...
Assaggi:
Pagadebit di Romagna 2008 - Il Bruno Sangiovese 2008 - Ordelaffo Sangiovese 2007 - Michelangiolo Sangiovese 2007
Ettari vitati: 8
Bottiglie prodotte: 25.000
Tradizione & Territorio: ****
-L'utilizzo di uve locali quali Sangiovese, Albana e Pagadebit valorizzano questa zona della Romagna
Naturalità: **
-Seppur senza grandi interventi la gestione del vigneto e le vinificazioni di Maurizio Baravelli sono lontane dal concetto di naturalità-
Azienda Agricola CALONGA
Loc. Castiglione
Via Castel Leone, 8
47100 FORLI'-
Tel- 0543 75 30 44
www.calonga.it
Raffaella Bissoni è una donna riservata e solitaria che vive circondata dalla natura come in un eremo isolato.
Si occupa della vigna con delicatezza ed accarezza i vini rinchiusi nelle botti con l'amore di una mamma.
I suoi vini sono in evoluzione, necessitano di tempo per aprirsi e sprigionare la loro provenienza, riferita all'annata.
Non impeccabili i Sangiovese sporcati da note terrose che riflettono pienamente le annate di vinificazione dando una visione precisa delle difficoltà o del piacere di una stagione.
Più precisa l'Albana di Romagna passita dove la mano enologica prende le misure di anno in anno. Dal caldo 2003 dove la struttura già calda viene chiusa da note ruvide di legno, al piovoso 2004 più vivo e vibrante del precedente, dotato di acidità sospinta dalla glicerina giocando un ruolo determinante sulla fisicità, fino al 2005 dove si nota la miglior conoscenza dalla materia prima, promettendo sorprese per le annate non ancora in commercio.
Vini in divenire che sapranno ritagliarsi buone soddisfazioni con il tempo ma chi ben comincia è già a metà dell'opera...
Di R.Vendrame (del 25/04/2010 @ 12:00:00, in Foto, linkato 293 volte)
La maggioranza dei vini, quasi tutti i liquori, e la totalità delle birre di cui ho evocato qui la memoria, hanno oggi completamente perduto il loro gusto, prima sul mercato mondiale, poi localmente, con i progressi dell’industria, come col movimento di sparizione o rieducazione economica delle classi sociali che erano rimaste a lungo indipendenti dalla grande produzione industriale; e dunque anche per il gioco delle diverse legislazioni statali che vietano ormai quasi tutto ciò che non è fabbricato industrialmente.
Le bottiglie, per continuare a vendersi, hanno fedelmente conservato le loro etichette, e questa esattezza garantisce che le si possono fotografare com’erano; non berle.
Né io né coloro che hanno bevuto con me ci siamo mai sentiti imbarazzati per i nostri eccessi. “Al banchetto della vita”, almeno là buoni commensali, ci eravamo seduti senza aver pensato un solo istante che tutto quello che bevevamo con tale prodigalità potesse non essere poi rimpiazzato per quelli che sarebbero venuti dopo. A memoria di ubriaco, non si era mai immaginato che si potesse vedere il beveraggio sparire dal mondo prima del bevitore.
Guy Debord, Panegirico
Foto:
Al Banchetto della Vita di Riccardo Vendrame
Dogliani (CN) Ottobre 2009
Di R.Vendrame (del 23/04/2010 @ 19:30:00, in Eventi, linkato 247 volte)
"Terroir d'autore" è un evento che riunisce piccoli produttori Francesi ed Italiani aventi come comune denominatore l'amore, la passione e l'attaccamento per la propria terra.
Nel palazzo Cigola Martinoni del '500 a Cigole, nella bassa pianura bresciana, si potranno incontrare oltre quaranta produttori e assaggiare più di cento vini sconosciuti a quel gran movimento "naturalista" ora tanto in auge. Un occasione per conoscere nuovi orizzonti...
Di R.Vendrame (del 18/04/2010 @ 17:00:00, in Commenti, linkato 320 volte)
Non sono certamente stato il primo a parlarne e non sarò nemmeno l’ultimo, ma il senso con cui vorrei rivendicare la mia proposta di riunire i produttori di Vino Naturale al Vinitaly ha una valenza ben più profonda di quella commerciale.
Fabio Giavedoni, curatore della guida dei vini di Slow Food, attraverso un articolo presente sul portale “enologico” dell’associazione con la chiocciola, ha espresso l’idea di riunire in un unico spazio tutti quei produttori che costringevano i vari operatori del settore e gli appassionati a dividersi tra Cerea, Villa Favorita e Vinitaly.
Contadini biologici e biodinamici che siano agglomerati sotto lo stesso tetto all’interno di uno dei padiglioni fieristici veronesi.
Un’idea che avevo espresso prima dell’inizio delle danze veronesi ma che il “buon” Franco Ziliani (che si fa bello sulle spalle degli altri) ha ripreso in concomitanza con Slow Food, definendola una notizia “Bomba” con buona pace all’anima di Maurizio Mosca.
La mia proposta, o meglio, la mia idea scaturita dall’incontro con diversi produttori, non nasce né per fini commerciali, né tantomeno logistici ma per intenti strettamente divulgativi.
La diffusione del “verbo biodinamico” all’interno di uno spazio ampio ed importante come il Vinitaly scaturirebbe una sequela di lamentele e curiosità, mettendo a tacere una lunga serie di finti produttori naturali che annotano sui loro stand il mancato utilizzo di solfiti nel vino… come se bastasse per definirsi Biodinamici.
La biodinamica e la naturalità dei prodotti contadini è ormai una moda consolidata ed in forte espansione, ed è proprio per tale motivo che esprimo la necessità di presenziare alla fiera di Verona. Un padiglione antagonista dove si possa realmente spiegare il concetto di viticoltura naturale, per smorzare un fenomeno modaiolo ormai sulla penna e sulla bocca di diversi addetti al settore, siano essi giornalisti od enologi, viticoltori o ristoratori.
Per comunicare un concetto così importante, affievolendo allo stesso tempo l’ondata del momento che tutti vorrebbero cavalcare, è necessaria un’associazione preparata e competente che dia visibilità e condivida esperienze, studi e ricerche scientifiche svolte all’interno del gruppo.
Solo a quel punto il Vinitaly diverrebbe diffusore e testimone di un movimento serio e competente, facendo chiarezza e pulizia in una fase ecologista che ora coinvolge diversi agricoltori per soli fini commerciali.
La strada è ovviamente lunga ed al momento solo Angiolino Maule e VinNatur sembrano avere le competenze necessarie.
In modo provocatorio però, visto e considerato che quest’idea è “scaturita” nella sede di Slow Food dove, se non erro, fa base la F.I.V.I. costituita da 500 viticoltori contro i quasi 6.000 Francesi, perché non organizzare un padiglione di Vignaioli indipendenti?... sempre meglio di niente no?!?!
Dopo quasi un anno, costellato da difficoltà e cambiamenti, ecco l'uscita di Porthos 35, un numero profondo e riflessivo che attinge le sue radici nel concetto di naturalità.
Di R.Vendrame (del 13/04/2010 @ 17:30:00, in Commenti, linkato 379 volte)
Sono solitamente restio a commentare positivamente un vino avvolto, come sono, dal mio enorme senso critico.
Devo però ammettere che questa "maratona enologica" di cinque giorni ha lasciato più di un segno sulle labbra.
L'azione con cui s'afferra il bicchiere, si versa il vino e lo si porta verso il volto, ha di fatto emozionato i miei sensi "papillolfattivi" in più di una circostanza con:
La Schiava 2008 di Hartmann Donà
Lo Zelen 2009, vitigno autoctono Sloveno in estinzione di Sutor
Il Groppello della Cascina la Pertica
Les Vieux Clos de la Coulee de Serrant
L' Ottocento a base di Malvazija e Pinot di Clai
Il Barbaresco Rio Sordo 2005 della Cascina delle rose
Il Barolo Riserva 2003 del Castello di Verduno
Il Dolcetto 2001 di San Fereolo
Il Berzemèn 2008, Marzemino in purezza del Farneto
Il Nebbiolo Le Coste 2008 di Principiano
Il Brunello di Montalcino 2004 di Colleoni
Il Pinot draga 2007 di Kmetija
Tutti i vini del Domaine Rouges Queues situato in Borgogna
I vari Sancerre di Sebastian Riffault
Lo Jakot 2007, leggasi Tocai di Nando
e, infine, sul podio inserisco
Il Rosso composto da 16 vitigni autoctoni prodotto in Languedoc dalla straordinaria Anna Marie Lavaysse
Lo Champagne Blanc de Blanc dalla verticalità dirompente di Laherte Frères
Il monumentale Barolo La Rocca e la Pira Riserva 1999 di Roagna
....fuori concorso, per avermi commosso, l'incontro, le chiacchiere, il film "La faccia della terra", il tempo trascorso e la cena condivisa in compagnia di Vinicio Capossela...
Di R.Vendrame (del 07/04/2010 @ 22:00:00, in Eventi, linkato 423 volte)
Ezechiele 25:17
"Il cammino dell'uomo timorato e' minacciato da ogni parte dalle iniquita' degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi.
Benedetto sia colui che nel nome della carita' e della buona volonta' conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre perche' egli e' in verita' il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti.
E la mia giustizia calera' sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno, su coloro che proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome e' quello del Signore quando faro' calare la mia vendetta sopra di te..."
Ebbene sì, anche quest'aprile dal dolce dormire ci sveglierà, come ogni anno, con il suo carico di vini.
Ci saranno quelli Veri, quelli Verissimi e quelli Presunti, quelli senza solforosa e quelli con l'anidride carbonica, ci saranno quelli sapidi e minerali, quelli corti e banali... non importa come essi siano, ma ci saranno!
Ancora lontani i tempi di conciliazione tra ViniVeri e VinNatur che si dividono "le giornate in palio". Tra giovedì 8 e sabato 10 a Cerea, in provincia di Verona,
VINI VERI
presenterà una batteria di tutto rispetto di cui preferisco non segnalare nessuno poiché ogni degustatore ha le sue unità di misura e capacità sensoriali...
Domenica 11 e Lunedì 12 a Sarego, in provincia di Vicenza, Angiolino Maule guiderà la carica di
VinNATUR associazione che da diversi anni investe i ricavati per degli studi scentifici sulla viticoltura naturale.
Il tutto sarebbe bello poterlo vedere in un padiglione del VINITALY
che da ormai quarantaquattro lustri è organizzato nella fiera della città scaligera di Verona da Giovedì 8 a Lunedì 12 (che ingordi...). Qualcuno come Radikon quest'anno farà il suo ritorno, d'altronde gli importatori, i distributori e tutto ciò che conta immancabilmente si trova al suo interno.
La possibilità di gestire un intero padiglione permetterebbe di divulgare il concetto di Vino Naturale, ora in auge e, allo stesso tempo, allargare il bacino d'utenza di questi prodotti. Ora l'unica speranza è che il Vino Vero, Verissimo o Presunto tale non cali la "sua giustizia"... impadronendosi della bocca, delle mani e del piacere di molti ignari degustatori.
Matej Skerlj è stato sicuramente la sorpresa di questo mio primo incontro con il Carso. Un "pellegrinaggio" che vorrei riprendere al più presto, nella speranza di poter conoscere anche gli altri produttori di questo estremo oriente italiano e primo occidente sloveno, le cui difficoltà, legate alla lingua, si fanno insormontabili oltre confine.
Matej ha da breve tempo imboccato un sentiero lento e difficile come quello della naturalità e delle macerazioni, ma che di anno in anno apporta miglioramenti qualitativi alla gamma dei suoi vini.
Ad eccezione del Terrano, ancora disordinato e dalla croccantezza acerba, i bianchi estraggono personalità ed incisività in una tensione rigida e scattosa.
Modellati sulle sembianze di un centometrista spiccano per la loro forza acida che si fa più tenue sulla Malvasia.
Vini schietti e non facili che trovano nella macerazione la loro piena espressività. La pulizia viene meno ma, sicuramente, il giovanissimo Matej saprà aggiustare il tiro e farsi nel tempo.
Provate ad assaggiarlo al prossimo "Vini Veri" di Cerea, la sua prima uscita pubblica!
Assaggi:
Vitovska 2008 da botte -Vitovska 2007- Malvasia 2008 da botte - Malvasia 2007 - Malvasia 2006 - Terrano 2006
Ettari Vitati: 2
Bottiglie Prodotte: 4.000
Tradizione & Territorio: *****
-Macerazioni dei vitigni bianchi come tutti i produttori di confine oltre alla valorizzazione di vitigni locali -
Naturalità: ****
- Senza l'ausilio di concimazioni chimiche nè di additivi durante la vinificazione. Un vero produttore Naturale-
SKERLJ
di Matej Skerlj
Loc. Seles, 44 - 34011 Sgonico -TS-
Tel +39. 040 20 92 53
www.agriturismoskerlj.com
Erede naturale del ruolo di guida fin'ora ricoperto da Edi Kante, Benjamin Zidarch guarda al futuro con una naturale inclinazione all'ottimismo.
Il sorriso disegnato sul volto, la disinvoltura e l'apertura d'animo sul mondo, sono il riassunto del suo carattere che ricorda le sue vigne dirimpetto il golfo triestino. Forza esplosiva capace di "modellare" il Rapen (pietra carsolina) per dar forma ad una cantina dal tatto ruvido a dalla visione verticale in cui i processi di vinificazione avvengono per caduta.
Più ruvida ed incisiva la Vitovska, emotiva e profonda la Malvasia, teso e nitido il Terrano.
I suoi vini, comunque, dotati di passo lento e silenzioso, non sono certo riconducibili ad una mano cristallina ma, anzi, sorprendono per l'etereità dei contenuti sapidi e iodati che riconducono l'assaggio a questa penisola suggestiva e forte che è il Carso.
Assaggi:
Vitovaska 2009 da botte - Vitovska 2008 da botte -Vitovska 2006 - Malvasia 2009 da botte - Malvasia 2008 da botte - Terrano 2007-
Ettari Vitati: 8
Bottiglie Prodotte: 21.000
Tradizione & Territorio: *****
-Lunghe macerazioni, affinamento in botti grandi valorizzando vitigni locali quali Vitovska, Malvasia e Terrano-
Naturalità: ****
-Cura della vigna senza prodotti di sentesi né concimi chimici possono definirla una viticoltura naturale. Anche in cantina non v'è utilizzo di prodotti enologici ed i vini non vengono filtrati-
ZIDARICH
di Benjamin Zidarich
Loc. Prepotto, 23 - 34011 Duino Aurisina -TS-
Tel +39. 040 20 12 23
www.zidarich.it