Un gioco, una comparazione di due verticali dello stesso produttore.
Meno di un anno fa, insieme a degli amici, avevo organizzato una verticale dell’Oslavje (Chardonnay, Pinot Grigio e Sauvignon) di Radikon dal 1992 al 2005 di cui avevo scritto nel numero di primavera di Pietre Colorate e su Buongiorno Italia. Non conoscevo, e non conosco tutt’ora, se non a grandi linee, l’esatta metodologia di vinificazione di ogni annata ma, considerando la filosofia produttiva di Stanko Radikon, avevo pensato che cominciare la degustazione dal vino più giovane (2005) al più vecchio (1992) avrebbe permesso alla bocca di non arrivare affannata all’ultima bottiglia.
Recentemente anche Jacopo Cossater ha partecipato ad una verticale di Ribolla Gialla in compagnia di Radikon e, coincidenza, assaggiando pressapoco le medesime annate. Ne ha scritto su Intravino spiegando anche le tecniche di vinificazione di ogni singola vendemmia.
Sicuramente due scritture e due approcci al liquido odoroso tendenzialmente diversi, ma tutto sommato ho pensato che paragonare i vini per ogni annata assaggiata sarebbe stato un “giochino” divertente. Giudicate voi:
2005 - lieviti indigeni, vinificazione in rosso con circa 4 mesi di macerazione sulle bucce, affinamento in botti di rovere da 25-35 hl, nessuna quantità di SO2 in fase di imbottigliamento.
Ribolla Gialla –
Giallo ambrato scuro, quasi aranciato al centro. Al naso è cupo, la componente fruttata sembra imprigionata in una gabbia ricoperta di terra bagnata e, sensazione inusuale, di lieviti. Con il tempo emergono, piano piano, una sensazione floreale ed una nota mentolata. In bocca tuttavia grazie ad un’acidità trascinante non perde in autorevolezza, anzi. Un assaggio severo, che probabilmente crescerà con il tempo. 86
Oslavje - Color aranciato, limpido, lucente. Silenzioso, perde parte della sua riconoscibile espressività a causa di una mano pulita e una presumibile filtrazione. L’acidità sostiene la materia fruttata che risulta tenue. Un’annata con difficoltà espressive ed un vino che resta didascalico. 6
2004 - lieviti indigeni, vinificazione in rosso con circa 3 mesi di macerazione sulle bucce, affinamento in botti di rovere da 25-35 hl, nessuna quantità di SO2 in fase di imbottigliamento.
Ribolla Gialla - Giallo ambrato con una nuance che ricorda l’aranciato. Al naso è avvolgente, l’impatto è quello dell’olio d’oliva seguito dalla frutta gialla e dall’erba medicinale. In bocca è disteso, di grande bevibilità grazie anche ad una leggera nota volatile che alleggerisce l’assaggio. Acidità e componente tannica vanno d’intesa e creano un bell’equilibrio prima di un bel finale che ritorna sul frutto. 88
Oslavje – Lento e teso. La polpa potente ed articolata è a tratti grassa, opulenta. Esprime un frutto maturo in grande evidenza dove la corposità dello chardonnay è resa vivace dall’aromaticità del Sauvignon. 8-
2003
Oslavje – Se non ne avessimo ricordo, sarebbe l’intensità del colore a rendere evidente la siccità di questa vendemmia, sicuramente la più calda degli ultimi anni. La materia è cotta, gli aromi virano su confettura, caramello, panna, sviluppando col tempo pungenze alcoliche. In bocca però è un vino che rimane tirato, lungo, con un’acidità che a tratti sorprende. 7/8
2002 - leviti indigeni, vinificazione in rosso con circa 40 giorni di macerazione sulle bucce, affinamento in botti di rovere da 25-35 hl, nessuna quantità di SO2 in fase di imbottigliamento, introduzione delle bottiglie da litro e da mezzo litro.
Ribolla Gialla –
Giallo ambrato, vivo ed invitante. Il naso apre a note bagnate, quasi temporalesche, di terra e di humus. Con il tempo ecco rivelarsi un profilo olfattivo pazzesco per definizione ed ampiezza: eucalipto, bergamotto, zafferano, miele, albicocca matura in un crescendo di rara profondità. In bocca è sorprendente per leggiadria pur con tutta quella polpa e quel tannino. E poi una grande acidità, quella che invita a riassaggiarlo, ancora ed ancora. Dinamico, ogni piccolo sorso svela una nuova dimensione rivelando sfaccettature sempre diverse. Sul finale, lunghissimo, l’unirsi della terra e del mare. Vibrante. 93
Oslavje - Pioggia e freddo come antitesi alla bottiglia appena assaggiata. Il colore è meno brillante, la forza espressiva altrettanto. Sentori di scorza d’arancia, lime, papaya. Bocca impalpabile, sottile, fragile, quasi evanescente. 5-
2001 – lieviti indigeni, vinificazione in rosso con circa 40 giorni di macerazione sulle bucce, affinamento in botti di rovere da 25-35 hl, piccola quantità di SO2 in fase di imbottigliamento.
Ribolla Gialla - Giallo ambrato. Al naso è magnifico, forse paradigmatico per la tipologia. Ci sono gli agrumi, la frutta candita e le spezie, una florealità diffusa e l’erba medicinale. In bocca è equilibratissimo, secco, severo, teso. Tannino ed acidità vanno a braccetto fino ad un finale di media persistenza ma di grande eleganza, quando inaspettatamente ritorna il sapore del sale. Marino. 88
Oslavje - Pieno ed equilibrato, vivo e vibrante. Materia ricca di canditi, caramello, rosmarino, salvia. Tratti affumicati e sulfurei. Bocca densa e protesa verso un pieno appagamento di sinfonica armonia. La bottiglia migliore tra quelle “macerate”. 9
2000 – lieviti indigeni, vinificazione in rosso con circa 1 mese di macerazione sulle bucce, affinamento in botti di rovere da 25-35 hl, piccola quantità di SO2 in fase di imbottigliamento.
Ribolla Gialla -
Giallo ambrato più chiaro al centro. Naso avvolgente che spazia dal miele al taleggio, dalla frutta gialla all’aneto con un filo conduttore preciso, la balsamicità. In bocca è armonioso, è tutto un rincorrersi tra un’anima floreale, minerale ed un’acidità mai doma. Bel finale, pulito e lineare nella sua distensione. 90
Oslavje – Un vino leggermente inferiore del precedente che però dimostra una buona conoscenza della macerazione con uve bianche. Corretto nella sua espressività salina e acidica. Equilibrato ed integro nella componente olfattiva, con il miele e l’acacia a primeggiare. 8+
1999 – lieviti indigeni, vinificazione in rosso con circa 25 giorni di macerazione sulle bucce, affinamento in barrique usate, piccola quantità di SO2 in fase di imbottigliamento.
Ribolla Gialla - Giallo ambrato. Naso struggente, che dal miele e dalla noce moscata porta ad un’inaspettata nota di rosmarino. E poi menta, formaggio, salsa di pomodoro. Bocca di grande tattilità, tanto compatta all’inizio quanto distesa sul finale. Stupisce la grande corrispondenza con gli aromi e una bellissima vena sapida. 86
Oslavje - Sebbene non si possa definire un vino mal riuscito o, peggio ancora, imperfetto, il 1999 rimane fermo su se stesso, senza evolversi e distendersi. Il colore, l’acidità, gli aromi, sono tutti ben sviluppati ma, senza un sussulto incisivo, rimane anonimo e privo della personalità che Radikon ha trovato negli anni. 5/6
1997 – Lieviti indigeni, vinificazione in rosso con circa 15 giorni di macerazione sulle bucce, affinamento in barrique usate, piccola quantità di SO2 in fase di imbottigliamento.
Ribolla Gialla Riserva Ivana – Giallo ambrato carico. Naso che stupisce per forza e per nobiltà dei profumi. Il frutto, pesca ed albicocca, è disteso e trova nel sottobosco la sua naturale profondità. Ma anche sensazioni minerali, di benzina e di silice. In bocca è vitale, di gran corpo, particolarmente equilibrato nel coniugare l’acidità ed un tannino appena accennato. Grande, anche se forse meno imprevedibile di altri millesimi. 91
Oslavje Riserva di Ivana: Un vino che presumibilmente segna l’inizio delle sperimentazioni; macerazioni e lunghi affinamenti in botte. La mano enologica risulta pertanto imprecisa e rustica ma s’incomincia a comprendere ciò che sarà l’Oslavje nel futuro. Orzo, caramello, vaniglia, un leggero residuo zuccherino e l’acidità flebile lo rendono un piacevole ma prevedibilmente privo di slancio, intento più ad allargarsi che distendersi. 6+
1995 – lieviti indigeni, vinificazione in rosso con circa 7 giorni di macerazione sulle bucce, affinamento in barrique usate, piccola quantità di SO2 in fase di imbottigliamento.
Ribolla Gialla -
Giallo ambrato. Tanta, tanta complessità che vuole il suo tempo. Inizialmente infatti è compatto, solo dopo diverse decine di minuti regala uno spettro di grande ampiezza, mai lieve ed anzi inserito in un contesto particolarmente cupo. Ci sono spezie dal sapore orientale, sensazioni salmastre, liquirizia, rabarbaro ed un affascinante aspetto officinale. E poi una florealità crepuscolare, vero filo conduttore dell’assaggio. La cosa più bella è il finale, dove si avverte la forza espressiva della ribolla in un continuo rincorrersi tra il frutto, più compatto, e una certa acidità impreziosita da sensazioni saline. Ora o mai più. 92
1994 – lieviti indigeni, vinificazione in bianco, affinamento in barrique usate, piccola quantità di SO2 in fase di imbottigliamento.
Ribolla Gialla - Giallo dorato caldo. Naso ampio ed elegante, di grande respiro. C’è mineralità e sapidità, subito sembra ricordare la terrosità del tocai ma poi con il passare dei minuti si apre a sensazioni di pesca, di limone, di arancia. Meno ficcante sul finale ma di grande luminosità e leggerezza, un assaggio dinamico e puntuale. Una sorpresa. 88
Oslavje - La fase del cambiamento era ancora in divenire. Stanko, proponeva vini dritti, puliti, limpidi, ma allo stesso tempo personali e diversi da quelli fin qui assaggiati, già nel colore giallo paglierino. Stupisce la tenuta nel tempo, l’avvolgenza gustativa dettata dagli aromi che virano dal miele alla brioches, dalla crema pasticcera alla frutta secca. Un vino stupendo quanto inaspettato, figlio di un’annata fredda e piovosa. 9
1992
Oslavje – Speculare al precedente. Tratti meno giovani, ha un profilo più tenue. Acidità e lunghezza non spingono indomite ma certamente non risulta banale o privo di fascino. 7+
1991 – lieviti indigeni, vinificazione in bianco, affinamento in barrique usate, piccola quantità di SO2 in fase di imbottigliamento.
Ribolla Gialla
Giallo dorato non particolarmente intenso. Nonostante una certa ossidazione, subito evidente, c’è vita: il naso regala note di funghi, di eucalipto, in generale di sottobosco e di albicocca disidratata. In bocca è largo e piuttosto magro, c’è acidità ma poca persistenza per un finale particolarmente asciugante. 83
… congediamoci così: So what di Miles Davis